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Due comete precipitano una dopo l'altra nel Sole a gennaio 2010.

E' un'avvisaglia di tempi peggiori, prodromi di uno sciame di comete che precipiterà sulla Terra, o semplice routine?

 

  È di inizio anno la notizia di una cometa che si è suicidata gettandosi nel Sole il 3 gennaio 2010, seguita poco dopo da un'altra cometa che si è lanciata nel Sole il 21 gennaio.

  Ciò ha preoccupato numerosi internauti che hanno visto in queste inaspettate notizie qualcosa di foriero di drammi galattici, anticipo dello sciame di comete che si abbatterà sulla Terra secondo alcuni nel 2012, oppure semplicemente il prosieguo di quella triste fama che godono le comete in generale come portatrici di sventura, ancor più se suicide.

 

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La cometa del 3 gennaio 2010 ripresa da Lasco C2

 

  In realtà la cometa del 3 gennaio è stata scoperta per caso da un astronomo australiano, Alan Watson, mentre esaminava le prime immagini provenienti dal veicolo spaziale STEREO-A [1], che come il telescopio spaziale SOHO invia numerose immagini del Sole (il video ripreso da STEREO A è qui).

  Il progetto Stereo permette, come dice il nome, due punti di visione del Sole attraverso l’uso di due satelliti che osservano il sole in stereoscopia.

 

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I satelliti STEREO (A e B) ( immagine di Matthew Knight)

 

 

  Questo progetto avendo un più ampio campo di visione permette di scoprire anche comete appena percettibili, non visibili da terra.

  Per dire la verità la cometa del 3 gennaio è una tra le più luminose comete “sungrazer” (trad. “che rasentano il sole”) viste anche dal telescopio SOHO, ma che comunque sono conosciute già da molti anni grazie agli studi di Henrich Kreutz, risalenti alla fine del 1800, tanto che in suo onore queste comete sono state denominate successivamente appartenenti alla “famiglia Kreutz”.

 

  Non tutte le comete che finiscono nel sole appartengono a questa famiglia (Kreutz) di comete, ma solo quelle che si distinguono per seguire la stessa orbita di avvicinamento, ossia che hanno un perielio di 0.005 U.A. (da circa 50.000 km).

  Ciò accade perché esse derivano dai frammenti della distruzione di un’unica cometa madre che nel XII° secolo passò molto vicino al sole e si frantumò per azione delle cosiddette forze di marea, una volta superato il limite di Roche.

  Il limite di Roche è la distanza minima rispetto al centro di un pianeta (in questo caso il Sole) alla quale un satellite può orbitare senza frammentarsi per effetto dei gradienti di forze che agiscono al suo interno.

  All’interno di questo limite di Roche, il satellite è distrutto dalle forze di marea (chiaramente, quanto detto vale anche per i pianeti, che orbitano attorno a una stella ) [2]. Quindi queste comete soggette a potentissime forze di Tidal [3] e al calore solare non riescono a superare il Sole, ma vengono distrutte durante il loro volo radente.

 

  Le forze di Tidal, per chi non sa cosa siano,  si determinano quando un oggetto molto grande subisce l'influenza gravitazionale di un altro corpo di grandi dimensioni, in questo caso la forza gravitazionale può variare considerevolmente da una parte all'altra dell'oggetto. Queste forze tendono a distorcerne la forma, senza cambiarne il volume, con l'asse maggiore allineato verso il corpo che produce la forza di gravità.

 

 

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Animazione della cometa del 3 gennaio ripresa da LASCO C3

 

  Le comete della famiglia Kreutz, come in fondo tutte le comete che giungono nel sistema solare, sono innescate dall’eliosfera (l'atmosfera solare che supera di gran lunga la distanza di Plutone) che viene attraversata dal loro movimento. L’attrito con il vento solare genera la loro caratteristica coda luminosa, ma solo quando giungono più vicine al Sole assumono una luce brillante che le rende percepibili e permette anche alle più piccole comete di essere viste.

  Esse presentano tutte la stesse caratteristiche nella forma dell’orbita e si seguono a catena, una dopo l’altra, in tempi relativamente ristretti nel loro giungere al Sole.

 

  L’osservazione terrestre non ha permesso nelle epoche passate di identificare un gran numero di loro, ma da quando sono entrate in funzione le fotocamere LASCO (Large Angle Spectrometric Coronagraph) C2 e C3 del telescopio orbitante SOHO (Solar Heliospheric Observatory), messo in orbita nel 1995, ne sono state identificate centinaia, altrimenti non visibili da terra.

  In particolare fino all’agosto 2009, SOHO ne ha identificate 1685.

 

  Quindi le comete del 3 e del 21 gennaio non sono che un ricordo di molte comete appartenenti allo stesso gruppo che condividono la stessa orbita di avvicinamento al Sole e non l’avanguardia di altre comete pronte a cambiare improvvisamente orbita per piombare sulla Terra.

 

  Ma esistono altre comete non della famiglia Kreutz che ugualmente finiscono con il tuffarsi nel Sole o, passandoci vicino, finiscono distrutte.

Si conoscono vari gruppi di queste comete o meglio “famiglie” di comete (Marsden,  Meyer,  Kracht e Kracht II), che prendono il nome dagli astronomi che le hanno associate in base alla loro rotta di avvicinamento al Sole, ricavata studiando il database di immagini di SOHO, più altre ancora non associabili per ora a questi gruppi conosciuti.

 

kracht R.Kracht

 

 

                                    brian-marsden01aa B.Marsden

 

 

  Di conseguenza si deduce che altri episodi di frantumazione di comete madri si sono verificati nei tempi passati oltre a quello che ha generato la Famiglia Kreutz, tutte determinatesi per lo stesso motivo e delle quali i pallidi resti continuano ad affluire secondo rotte che le accomunano nelle diverse famiglie.

  Questa suddivisione in famiglie è ancora all’esame, tanto che alcuni negano la separazione tra le famiglie di Marsden e di Kracht (entrambi visibili dall’emisfero nord con bassa inclinazione) che presentano elementi orbitali molto simili. La famiglia Meyer presenta, invece, un’inclinazione molto alta (72°).

 

  Ma è anche possibile che comete con altre particolari caratteristiche appartengano ad altri gruppi non ancora identificati.

  In ogni caso tutti noi possiamo diventare “cacciatori di comete” semplicemente scaricando via Internet le immagini delle fotocamere C2 e C3 Lasco dal telescopio SOHO (link qui sotto).

  Ma, per ora, niente paura per favore. Le comete di gennaio 2010 si confermano solo come routine! Per il futuro, vedremo.

 

 

 

Link:

 

[1] Progetto STEREO satelliti A e B: http://stereo.gsfc.nasa.gov/

[2] Le forze di marea: http://www.salviamoci2012.eu/Leforzedimarea.htm

[3] Accelerazione di Tidal: http://en.wikipedia.org/wiki/Tidal_acceleration

[4] Telescopio orbitante SOHO: http://sohowww.nascom.nasa.gov/home.html

LASCO C2 http://sohowww.nascom.nasa.gov/data/realtime/c2/512/

LASCO C3 http://sohowww.nascom.nasa.gov/data/realtime/c3/512/

 

Comete sungrazer

–        http://ares.nrl.navy.mil/sungrazer/

–        http://groups.yahoo.com/group/sohohunter/

–        http://www.sungrazer.org/

 

 

Bibliografia:

 

by Pablito - 22 gennaio 2010

 


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